Camera d commercio di Bolzano

Dichiarazione nutrizionale

Contenuto

La dichiarazione nutrizionale obbligatoria reca le indicazioni seguenti:

Energia  ... kJ/ ... kcal
grassi, di cui  ... g
 - acidi grassi saturi  ... g
carboidrati, di cui  ... g
 - zuccheri  ... g
proteine  ... g
sale  ... g

Una dicitura indicante che il contenuto di sale è dovuto esclusivamente al sodio naturalmente presente può figurare, ove opportuno, immediatamente accanto alla dichiarazione nutrizionale.

 

 

Alimenti ai quali non si applica l'obbligo della dichiarazione nutrizionale

Fatte salve altre disposizioni dell’Unione che prevedono una dichiarazione nutrizionale obbligatoria, questa non è obbligatoria per le bevande con contenuto alcolico superiore all’1,2 % in volume.

1. I prodotti non trasformati che comprendono un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti;
«prodotti non trasformati»: prodotti alimentari non sottoposti a trattamento, compresi prodotti che siano stati divisi, separati, sezionati, affettati, disossati, tritati, scuoiati, frantumati, tagliati, puliti, rifilati, decorticati, macinati, refrigerati, congelati, surgelati o scongelati;
(REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO | del 29 aprile 2004 | sull'igiene dei prodotti alimentari Art. 2)

p.e. il miele

2. i prodotti trasformati che sono stati sottoposti unicamente a maturazione e che comprendono un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti;
«prodotti trasformati»: prodotti alimentari ottenuti dalla trasformazione di prodotti non trasformati. Tali prodotti possono contenere ingredienti necessari alla loro lavorazione o per conferire loro caratteristiche specifiche.
(REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO | del 29 aprile 2004 | sull'igiene dei prodotti alimentari Art. 2)

3. le acque destinate al consumo umano, comprese quelle che contengono come soli ingredienti aggiunti anidride carbonica e/o aromi;

4. le piante aromatiche, le spezie o le loro miscele;

5. il sale e i succedanei del sale;

6. gli edulcoranti da tavola;

7. i prodotti contemplati dalla direttiva 1999/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999, relativa agli estratti di caffè e agli estratti di cicoria ( 17 ), i chicchi di caffè interi o macinati e i chicchi di caffè decaffeinati interi o macinati;

8. le infusioni a base di erbe e di frutta, i tè, tè decaffeinati, tè istantanei o solubili o estratti di tè, tè istantanei o solubili o estratti di tè decaffeinati, senza altri ingredienti aggiunti tranne aromi che non modificano il valore nutrizionale del tè;

9. gli aceti di fermentazione e i loro succedanei, compresi quelli i cui soli ingredienti aggiunti sono aromi;

10. gli aromi;

11. gli additivi alimentari;

12. i coadiuvanti tecnologici;

13. gli enzimi alimentari;

14. la gelatina;

15. i composti di gelificazione per marmellate;

16. i lieviti;

17. le gomme da masticare;

18. gli alimenti confezionati in imballaggi o contenitori la cui superficie maggiore misura meno di 25 cm2;

19. gli alimenti, anche confezionati in maniera artigianale, forniti direttamente dal "fabbricante di piccole quantità di prodotti" al consumatore finale o a strutture "locali" di vendita al dettaglio che forniscono direttamente al consumatore finale.

«fabbricante di piccole quantità di prodotti»
Rientrano  in  tale definizione  i  produttori  ed  i  fornitori,  comprese  le   imprese artigiane ed agricole, che rispettino i requisiti delle  microimprese cosi' come definite  all'art.  2  della  raccomandazione  2003/361/CE della Commissione. La deroga del punto 19 dell'allegato V si applica, inoltre, agli alimenti oggetto di vendita diretta  ai  consumatori  a «livello locale» da parte degli spacci aziendali;

Nella categoria delle PMI si definisce microimpresa un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR.(Raccomandazione della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese No. 361/2003/UE, Art. 2)

 

«livello locale»
può essere identificato, in analogia alle  predette Linee guida, «nel territorio della Provincia in cui insiste l'azienda e nel territorio delle Province  contermini,  ciò  al  fine  di  non penalizzare le aziende che si dovessero trovare  al  confine  di  una unità territoriale e che sarebbero  quindi  naturalmente  portate  a vendere  i  propri  prodotti  anche  nel  territorio   amministrativo confinante»

"vendita al dettaglio"
La definizione di  «vendita  al  dettaglio» può essere rinviata  a  quella  contenuta  all'art.  4  del  decreto legislativo n. 114/1998: «per  commercio  al  dettaglio,  l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci  in  nome  e  per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o  mediante altre forme di distribuzione, direttamente  al  consumatore  finale». Tale definizione va integrata con la definizione  di  «collettività'» di cui all'art. 2, paragrafo 2, lettera d) del  regolamento  (UE)  n.1169/2011.
(CIRCOLARE 16 novembre 2016, n. 0361078 Disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 relative agli alimenti ai quali non si applica l'obbligo della  dichiarazione  nutrizionale. Allegato V, punto 19. (16A08463) (GU n.283 del 3-12-2016)

 

 

Nascondi da menu: