Camera d commercio di Bolzano
economia = futuro

Denominazioni definite dal legislatore italiano

Segue la lista non esaustiva:

Denominazione Definizione Fonte
pane al ...

Art. 2

1. Il pane ottenuto dalla miscelazione di diversi tipi di sfarinati e' denominato "pane al" seguito dal nome dello sfarinato caratterizzante utilizzato; gli sfarinati utilizzati figurano nell'elenco degli ingredienti.

DPR 30 novembre 1998, n. 502 Regolamento recante norme per la revisione della normativa in materia di lavorazione e di commercio del pane.

Il pane prodotto con farina di grano tenero avente le caratteristiche del tipo

  • 00 è denominato "pane di tipo 00".
  • 0 è denominato "pane di tipo 0".
  • 1 è denominato "pane di tipo 1".
  • 2 è denominato "pane di tipo 2".

Il pane prodotto con farina integrale è denominato "pane di tipo integrale".

Il pane prodotto con semola o con semolato di grano duro, ovvero con rimacine di semola o semolato, è denominato rispettivamente "pane di semola" e "pane di semolato".

Art. 14

1. E' denominato "pane" il prodotto ottenuto dalla cottura totale o parziale di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di sale comune (cloruro sodico).

LEGGE 4 luglio 1967, n. 580 Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari.

 

Nei locali di vendita i vari tipi di pane devono essere collocati in scomparti o recipienti separati recanti un cartellino con l'indicazione del tipo di pane e del relativo prezzo

 

Art. 17

2. Il prodotto di cui al comma 1 ottenuto da una cottura parziale, se destinato al consumatore finale deve essere contenuto in imballaggi singolarmente preconfezionati recanti in etichetta le indicazioni previste dalle disposizioni vigenti e, in modo evidente, la denominazione "pane" completata dalla menzione "parzialmente cotto" o altra equivalente, nonché l'avvertenza che il prodotto deve essere consumato previa ulteriore cottura e l'indicazione delle relative modalità della stessa.

Il nome di "sciroppo" è riservato alla soluzione acquosa del saccarosio.

Il nome di "sciroppo", seguito dall'indicazione di un dato frutto, è riservato al prodotto ottenuto dalla mescolanza di succo o mosto del frutto nominato, concentrato o non, con saccarosio o soluzioni di saccarosio.

Il nome di "sciroppo da estratto di..." seguito dalla indicazione di una data pianta che porta frutta a succo, è riservato alle soluzioni di saccarosio con aggiunta di estratto ricavato da frutti, semi anche tostati, cortecce e bucce, radici, foglie, fiori o altre parti della pianta nominata.

 

Qualora si tratti di pianta che non porta frutta a succo, il nome dello sciroppo di cui al precedente comma potrà essere sostituito dal nome della pianta, o da un nome di fantasia da esso derivato o no, seguito dall'indicazione "sciroppo all'estratto di..." completata dal nome della pianta; oppure dall'indicazione "sciroppo di..." completata dal nome della stessa.

Regio Decreto Legge 15.10.25 n. 2033 Repressioni delle frodi nella preparazione e nel commercio di sostanze di uso agrario e di prodotti agrari
     

 

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