Camera d commercio di Bolzano

CGV & clausole abusive

A cosa servono le “Condizioni Generali di Vendita (CGV)” e le “clausole abusive”?

Le “Condizioni Generali di Vendita” sono clausole contrattuali, o contratti, formulati preventivamente da una delle parti contrattuali. Pertanto c’è il rischio che il contratto vada soprattutto a vantaggio di quella parte. Per ovviare a questo problema il legislatore ha stabilito delle condizioni precise per la validità delle CGV:

Prima condizione affinché le CGV siano valide è che le clausole siano state veramente formulate da una parte sola e che non siano state oggetto di trattative tra le parti.

Un esempio potrebbero essere i contratti con le banche e le assicurazioni: di norma in questi casi il cliente può decidere solamente se firmare o meno il contratto predisposto.

La seconda condizione per l’efficacia delle CGV è che l’altra parte contrattuale, al momento della stipula del contratto, le abbia conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza. Quindi le CGV devono essere comunicate al cliente o quantomeno essere pubblicate sul sito, oppure essere ad esempio disponibili nei locali operativi (art. 1341, comma 1 c.c.).

La terza condizione prevede che il contratto sia stato stipulato tra due professionisti. Se invece si tratta di un contratto da stipularsi tra consumatore e professionista, si applicano altre norme specifiche (si veda in merito il punto sulle “clausole vessatorie”).

Qualora si tratti invece di cosiddette clausole abusive (art. 1341, comma 2 c.c.), per garantire l’efficacia delle clausole deve essere soddisfatta anche una quarta condizione. Tali clausole si intendono, infatti, efficaci solamente con doppia firma.

Alcuni esempi di clausole abusive:

  • limitazioni di responsabilità a favore del professionista (che prevedono ad esempio solo la responsabilità per colpa grave ma non per colpa lieve)
  • la facoltà unilaterale dell’offerente di poter recedere dal contratto
  • la limitazione della libertà contrattuale del cliente verso terzi (ad es. attraverso il divieto di concorrenza)
  • la tacita proroga/il tacito rinnovo del contratto;
  • le clausole compromissoria ovvero la modifica del foro competente a sfavore del cliente (ad es. foro di Napoli invece che foro di Bolzano)

Se queste clausole non vengono espressamente firmate due volte, esse sono nulle – ovvero come se fossero inesistenti – mentre il resto del contratto resta in vigore.

Un consiglio a imprenditori e imprenditrici: non dimenticate mai di far firmare due volte le clausole abusive in contratti B2B!

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