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Barometro dell’economia - Costruzioni

Calo della domanda
Data

Il clima di fiducia nel settore delle costruzioni rimane generalmente positivo, con quasi nove imprese su dieci che prevedono per quest’anno una redditività quantomeno soddisfacente. Gli operatori segnalano però un rallentamento della domanda. Ciò emerge dall’edizione estiva del Barometro dell’economia dell’IRE − Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano.

L’88 percento delle imprese attive nel settore delle costruzioni prevede di conseguire una redditività quantomeno soddisfacente nel 2026, anche grazie agli aumenti dei prezzi introdotti per compensare la crescita dei costi. Si consolidano tuttavia alcuni segnali di rallentamento congiunturale già emersi in occasione della rilevazione primaverile: in particolare, gli operatori attendono per quest’anno un calo dei fatturati e una leggera riduzione degli investimenti. Il grado di utilizzo della capacità produttiva dovrebbe rimanere leggermente al di sotto del 90 percento, mentre sul fronte occupazionale si osserva una sostanziale stagnazione, con il numero di occupati dipendenti che nella prima metà del 2026 era mediamente pari a circa 18.100 dipendenti, ovvero lo 0,3 percento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A livello delle singole branche, il rallentamento della domanda colpisce essenzialmente gli operatori attivi nella costruzione di edifici e nel comparto dell’impiantistica e dei lavori di completamento degli edifici. La branca dell’ingegneria civile, che beneficia ancora per quest’anno degli investimenti connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mostra invece un fatturato stabile e una redditività quasi sempre soddisfacente.

Redditività nel settore delle costruzioni

Il Presidente della Camera di commercio di Bolzano, Michl Ebner, ricorda l’importanza di sfruttare le aree inutilizzate per alleviare la carenza di alloggi nelle città altoatesine: “Sbloccare l’utilizzo di superfici come l’areale ferroviario di Bolzano o le ex-caserme dismesse presenti in vari comuni permetterebbe da un lato di realizzare nuovi alloggi per le famiglie e i lavoratori, dall’altro di salvaguardare i livelli di attività e di occupazione nel settore delle costruzioni.”

Seguono i commenti dei rappresentanti delle associazioni di categoria:

Christian Egartner, Presidente del Collegio Costruttori
“Anche il settore altoatesino delle costruzioni risente della situazione politica mondiale instabile e dell’impennata dei prezzi delle materie prime. Per questo occorrono investimenti mirati in infrastrutture sostenibili, affinché la provincia rimanga competitiva e siano garantiti sviluppo e posti di lavoro. In questo contesto, la politica abitativa riveste un ruolo centrale e speriamo in un cambio di paradigma nell’assegnazione dei nuovi diritti di costruzione.”

Rodolfo Gabrieli, Presidente CNA Costruzioni Alto Adige Südtirol
“In qualsiasi comparto, a un aumento dei costi corrisponde un aumento delle tariffe. In edilizia tutto ciò non sta avvenendo. Il rialzo dei costi non viene adeguatamente considerato dal Prezziario provinciale delle opere pubbliche, a cominciare dal costo orario troppo basso per la manodopera. I rialzi dei prezzi delle materie prime fanno in resto, riducendo la redditività aziendale. È necessario un ragionamento approfondito su questa tematica.”

Fritz Ploner, Presidente del gruppo edilizia di lvh.apa
“Attualmente il settore edile può contare su una domanda di base stabile. Tuttavia, l’aumento dei costi per salari, materiali ed energia, nonché la carenza di personale qualificato pesano sempre di più sulle imprese. Per continuare a investire e rimanere competitive, le aziende auspicano maggiore sicurezza nella pianificazione, procedimenti di autorizzazione più rapidi, prezzi dell’energia stabili e programmi di incentivazione affidabili.”

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