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economia = futuro

Luise Dorfer

Luise Dorfer

Una leggenda del turismo altoatesino

“Dov’è la mamma?”- Chiunque sia già stato ospite una volta del Quellenhof a San Martino in Passiria chiede della titolare anziana. È l’anima della casa, sempre presente e attenta, anche se potrebbe essere già in pensione e godersi il meritato riposo. Ma la signora Dorfer, originaria della Val d’Ultimo, non è fatta per fermarsi. Senza di lei la Val Passiria non sarebbe quel centro turistico che si è sviluppato negli ultimi decenni. All’inizio del 2014 è stata premiata dal quotidiano Dolomiten per “Una vita al servizio dell’economia”.

Quando ha preso in carico l’esercizio con Suo marito, il Quellenhof era ancora molto piccolo. Come era ai tempi?

Il Quellenhof ha una lunga tradizione. È stato costruito nel 1897, per passare nel 1923 alla famiglia Dorfer. La piccola trattoria era particolarmente amata dai meranesi per la buona acqua e le trote fresche pescate nel Passirio. Nel 1956 arrivai come “ragazza tuttofare”. Nelle piccole camere molto spartane non c’era nemmeno un lavandino. Si servivano i pasti in veranda, pietanze semplici che piacevano a tutti. E lì ho conosciuto Rudolf. Era un uomo bellissimo, con i capelli corvini! Ci siamo sposati nel 1959.

La vostra felicità non è durata a lungo. Dopo la morte di Suo marito si è assunta come donna tutta la responsabilità per la famiglia, la casa e l’esercizio alberghiero. Quali difficoltà ha dovuto affrontare?

Mio marito Rudolf morì improvvisamente nel 1970 e io rimasi vedova con quattro figli piccoli. Al Quellenhof c’era molto lavoro da sbrigare. Oltre a seguire quattro figli lavoravo in cucina, servivo gli ospiti e gestivo casa e trattoria. Fu difficile ma bisognava andare avanti. Non avevo altra scelta, non potevo mollare.

Lei pensa che il successo economico del Suo esercizio alberghiero sia dovuto al fatto che sia stata una donna a guidarne le sorti?

Secondo me le donne in molte cose sono più capaci degli uomini. Sono più lungimiranti e flessibili e riescono a coordinare diverse cose contemporaneamente. Sono sempre riuscita a impormi. Con i dipendenti ho sempre tenuto alla pulizia e alla buona educazione. Io stessa ho sempre raccolto le ordinazioni e curato gli incassi senza fidarmi di nessuno, perché dovevo pur mantenere casa e famiglia.

Chi Le è stato un sostegno o un modello nei tempi difficili?

Ho imparato fin da piccola che bisogna lavorare. L’ho ereditato da mio padre che aveva molta lungimiranza e talento pratico.

Qual è il segreto del Suo successo?

Lavorare e restare umile. L’ospite deve sentirsi a proprio agio, indipendentemente dal luogo in cui soggiorna – in un albergo piccolo o con tante stelle. Da noi ogni giorno veniva un centinaio di persone a mangiare, in alcuni giorni servivamo fino a 400 trote. Il menù era semplice: minestra di verdure, trota arrostita, bollita, impanata, al cartoccio, alla mugnaia o alla iugoslava e poi strudel con crema al limone. Non esisteva la carta dei menù, bisognava essere svelti perché la gente aveva fame, capire cosa desiderava l’ospite e impegnarsi al massimo, perché niente viene dal nulla.

Come è riuscita a conciliare tanto lavoro con la famiglia?

I bambini hanno dovuto iniziare presto ad aiutarci. Dopo la scuola aiutavano in sala, in cucina e a fare le pulizie. Fin da piccoli sapevano comportarsi bene, perché la buona educazione è per me la base per la vita che spiana la strada in molte situazioni.

Cosa consiglierebbe ad una donna che vuole diventare imprenditrice?

Bisogna saper lavorare e imparare molto. Nessuno può pensare di sapere fare tutto, perché è questo il problema di molti oggi. Bisogna saper anche pensare al futuro e mai mollare il proprio obiettivo.

È stato difficile per Lei lasciare il lavoro?

Ci sono ancora, anche se non lavoro più. Quando sono arrivati i computer, non mi sono più sentita a mio agio. Mi riposo anche volentieri. La gioia più grande della mia vita sono i miei figli. È bello vedere come sono entrati a far parte dell’azienda, assumendosi responsabilità e proseguendo ora con l’attività. Mio figlio Heinrich e sua moglie Meggy gestiscono come terza generazione il Quellenhof, la sorella Birgit e suo marito Jörg l’Alpenschlössel annesso. Mia figlia Helga gestisce con suo marito Richard l’albergo di lusso a 5 stelle Wellness hotel & Golfhotel Andreus a San Leonardo e mia figlia Marlene con suo marito Hans il La Maiena Life Resort a Marlengo.

La persona

  • Luise Dorfer nasce il 15 maggio 1930 a Ultimo come sesta di undici figli
  • Nel 1959 sposa Rudolf Dorfer; insieme rilevano il Quellenhof
  • Nascono quattro figli: Marlene (*1960), Heinrich (*1961), Helga (*1963) e Birgit (*1969)
  • Nel 1970 muore suo marito
  • All’inizio degli anni 70 costruisce la piscina coperta e un campo da tennis per il Quellenhof
  • Acquista il vicino Kennenhof come base per lo Sport & Wellness Resort con campo da golf
  • Nel 2010 viene insignita della medaglia al merito del Tirolo
  • Nel 2014 viene premiata per “Una vita al servizio dell’economia”
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